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Non chiedono un posto stabile o un contratto da dipendente a tempo indeterminato: chiedono di guadagnare di più e di avere più tutele. Sono in tanti (3 milioni e 400 mila professionisti) altamente qualificati (il 53 per cento è laureato), per gli standard italiani piuttosto giovani (43 per cento fra i 30 e i 45 anni) e abbastanza equilibrati nella divisione fra maschi e femmine (58,4 contro 41,6 per cento). Ma il loro reddito è da miseria o quasi: il 45 per cento non guadagna più di 15 mila euro lordi l'anno. Sono i lavoratori autonomi di nuova generazione: né commercianti, né artigiani, ma professionisti di alto livello che lavorano a contratto per uno o più committenti. Il popolo dei co. co pro e delle partite Iva, insomma, o delle finte partite Iva: raccontato nero su bianco da una ricerca elaborata dalla associazione Bruno Trentin e dalla Cgil dal titolo "vita da professionisti".

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