Questo sito utilizza cookie analitici e di profilazione, propri e di altri siti, per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie fai riferimento all'informativa. Se fai click sul bottone "Acconsento" o accedi a qualunque elemento sottostante a questo banner acconsenti all'uso dei cookie


 "Da dove vengono tolti questi 800 milioni di euro, cosa sarà incluso nei nuovi Livelli essenziali di assistenza e, soprattutto, chi ci assicura che non sarà la nuova ennesima promessa disattesa?". L'annuncio del Governo di vincolare 800 milioni del Fondo sanitario nazionale all'aggiornamento dei Lea lascia aperte molte domande secondo Tonino Aceti, coordinatore  del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva. Per affrontare il problema, spiega all'Ansa, servirebbero "meccanismi di aggiornamento più flessibili e periodici" e "un confronto democratico con associazioni di cittadini e pazienti". "Attendiamo di vedere il testo della manovra - sottolinea Aceti - ma la cosa che a noi preme è che non sia un'altra promessa disattesa come tutte quelle fatte sui Lea negli ultimi anni". Un impegno in tal senso, ricorda, "era previsto già dalla legge Balduzzi, quindi dal Patto per la salute siglato un anno fa. Ora ricompare nella nuova Legge di Stabilità. I cittadini sono stanchi di annunci a cui non seguono i fatti".Altra questione è se gli 800 milioni previsti siano o meno sufficienti allo scopo. "Premesso che la stessa Lorenzin solo due settimane fa aveva parlato di 900 milioni necessari, non sappiamo dire se sia una cifra giusta o meno. Per dirlo bisogna vedere cosa è incluso nei nuovi Lea e cosa resta fuori". Ad esempio, "ci sono 109 malattie rare che attendono di esser riconosciute come tali e altrettante patologie croniche non riconosciute come invalidanti, come obesità, cefalee croniche, allergie o Bpco". Inserirle nei livelli di assistenza che il Servizio sanitario nazionale si impegna a garantire significa facilitare la vita a milioni di persone. Ma il Tribunale dei Diritti del Malato guarda anche oltre e chiede di individuare "una modalità più flessibile che permetta un aggiornamento costante dei Lea. Non possiamo affidarci ai meccanismi rigidi del decreto, perché l'innovazione va avanti ed emergono continuamente nuove patologie e nuovi bisogni". (ANSA).

Joomla templates by a4joomla