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“Consideriamo positiva la notizia della rinuncia, da parte del Governo, a presentare l'emendamento alla Legge di Stabilità volto ad anticipare una buona parte degli articoli del Disegno di Legge sulla Responsabilità Professionale del personale sanitario. La "bocciatura" che sembrerebbe aver ricevuto l'emendamento dimostra la fondatezza e la correttezza dei rilievi posti in queste settimane al DDL dalla nostra organizzazione e da altre sigle del mondo sanitario e non, sia dal punto di vista tecnico che rispetto alle cifre sui presunti risparmi che questo avrebbe dovuto comportare. E' anche la dimostrazione che norme relative a temi delicati come quelli della responsabilità professionale e del rischio clinico non possono e non devono essere ridotti a puro conto economico." Queste le dichiarazioni di Tonino Aceti Coordinatore Nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva.
Ricordiamo che i risparmi che l'emendamento avrebbe dovuto produrre, sarebbero dovuti servire per coprire le maggiori spese legate alle assunzioni necessarie per adeguare l'Italia alla Direttiva Europea sugli orari di lavoro del personale sanitario.
"Ora chiediamo che Governo e Parlamento riportino il dibattito sulla sicurezza delle cure e sulla responsabilità professionale del personale sanitario all'interno del giusto e naturale iter parlamentare, prevedendo tempi congrui per la discussione, per porre mano al testo approvato dalla Commissione Affari Sociali che così com'è, per quanto ci riguarda, presenta molto ombre sia rispetto ai diritti dei cittadini, che in relazione alla condizione del personale sanitario. E’ necessario un approfondimento che tenga conto delle tante posizioni emerse in queste ultime settimane che, a vario titolo, sollevano dubbi sul provvedimento in oggetto. A tal fine, siamo disponibili a confrontarci da subito con le Organizzazioni rappresentative del personale sanitario, con le Istituzioni e con tutti i soggetti coinvolti, per giungere ad un Disegno di Legge più giusto, corretto e soprattutto condiviso”.
"Spiace invece apprendere che le assunzioni di personale sanitario legate al nuovo orario di lavoro previsto dalla Direttiva Europea continuino ad essere messe in discussione a causa della mancata allocazione di risorse reali e aggiuntive al Fondo Sanitario Nazionale 2016 da parte del Governo” ha quindi concluso Aceti,” funzionali a sostenere da subito la maggior spesa che ne deriverà. Non si pensi di decurtare ancora una volta il Fondo Sanitario Nazionale, che evidentemente oggi, anche Su questa questione, mostra in modo evidente il suo sottofinanziamento rispetto ai reali bisogni del SSN." (Fonte: Cittadinanzattiva)

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