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Una Rai più snella e con maggiore appeal: con meno canali (uno solo di sport) e meno edizioni dei telegiornali. Una Rai che diventerà una media company, trasmetterà su una molteplicità di piattaforme raccogliendosi intorno a due app fondamentali, due applicazioni pilota: una per i programmi ed una seconda per le notizie.Così l'ad Campo Dall'Orto descrive la nuova televisione di Stato nel Piano Industriale che presenterà domani al Consiglio di amministrazione. Un Piano ambizioso che però deve anche fare i conti con uno rosso nei conti del 2015 che si stima nell'ordine dei 30 milioni.
Le edizioni di Tg1, Tg2 e Tg3 saranno sforbiciate. Le attuali 27 (di cui 15 principali e 12 più brevi) rappresentano un record europeo e sono troppe. La misura del taglio sarà decisa - tempo due mesi - dal direttore editoriale Carlo Verdelli che punterà a valorizzare il ruolo di RaiNews 24. La riduzione delle edizioni non comporterà, in ogni caso, licenziamenti o prepensionamenti tra i giornalisti che sono 1618 (bilancio 2014). Il Piano industriale ipotizza, semmai, un uso diverso dei cronisti.
La Rai mette nel mirino anche l'infotainment. Sono quei programmi o quelle rubriche che miscelano l'informazione e l'intrattenimento (Domenica In è l'esempio più classico).
Viale Mazzini ridurrà il numero dei canali, che sono oggi 17. Dopo le Olimpiadi brasiliane, RaiSport avrà un solo canale (invece di due). Rai Scuola può essere modificato e trasferito dal digitale terrestre ad Internet.
Internet non è la Serie B, anzi. La tv di Stato ci punta molto e avrà una sua piattaforma a partire da settembre (sul modello Netflix, ma per il momento gratuita). L'accesso sarà garantito da due applicazioni pilota, una per i programmi ed una per le news.
Settembre è un mese chiave perché arriveranno nuove scenografie per i vecchi programmi e soprattutto nuove trasmissioni. Alcune parole chiave per identificare la nuova missione delle reti. RaiUno: familiare, universale, in sintonia con il Paese, votata all'impegno civile, con grandi eventi e i talenti migliori. RaiDue: affidabile ma sorpendente, eclettica ma anti-conformista, sperimenta ed esplora, informazione agile ed efficace. RaiTre: linguaggi innovativi, immagini d'autore. Rai Quattro: sfrontata, divertente, giovane, fantasy.
Il Piano industriale punta a valorizzare due centri di produzione, Napoli e Torino.



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