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Il giorno dopo l'arresto dell'ex membro dei Proletari armati per il comunismo (Pac), bloccato dalla polizia stradale federale brasiliana durante un controllo, mentre cercava di fuggire in Bolivia, Cesare Battisti si dice tranquillo e alla polizia ha dichiarato di "non temere di essere estradato in Italia", perché si sente "protetto" da un decreto dell'ex presidente brasiliano, Luiz Inacio Lula da Silva, che gli ha concesso un "visto permanente" nel paese sudamericano. Nelle sue dichiarazioni agli
inquirenti, Battisti ha aggiunto di essere "protetto giuridicamente" contro una possibile estradizione in quanto il giudice supremo Cesar Peluso aveva già stabilito che i reati per i quali è accusato sono prescritti nel 2013.
In Italia si moltiplicano le voci che ne chiedono l'estradizione nel più breve tempo possibile e tra i politici serpeggiano opinioni diverse sul conto di Battisti.

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