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Il 25 marzo del 2017 i giornalisti di tutte le agenzie di stampa hanno scioperato contro i bandi gara voluti dal ministro con delega per l’Editoria Luca Lotti per riformare i contratti tra Presidenza del Consiglio e aziende del settore
Con una sola voce, anche se da realtà editoriali molto diverse tra loro, i giornalisti di tutte le agenzie hanno dato la maggior forza possibile ad un messaggio chiaro al Governo: ‘E’ una riforma che mette a rischio il bene primario della prima linea dell’informazione; la preoccupazione è anche per i posti di lavoro.
La risposta del ministro e dei suoi portavoce era stata sprezzante: nessuna apertura al dialogo.
Un anno fa non abbiamo creduto alla promessa che non ci sarebbero stati contraccolpi e che ogni posto di lavoro sarebbe stato tutelato.
Un anno dopo il sistema delle gare, ormai in opera, si è dimostrato pieno di falle, inaffidabile, ingestibile, incapace di garantire gli obiettivi che la stessa Presidenza del Consiglio aveva dichiarato. I colleghi di Askanews sono le prime vittime: l’azienda ha chiesto la Cig al 70%, vuol dire 7 su 10 a casa, vuol dire che con un organico così falcidiato quella di Askanews è una voce dell’informazione che si spegne.
Il Cdr dell’ANSA ribadisce critiche e preoccupazioni che, oggi, alla prova dei fatti, sono ancora più convinte e più forti di quanto si era temuto a marzo del 2017 quando il Governo avrebbe fatto in tempo a fermarsi ed a valutare altre soluzioni.  Ai colleghi di Askanews, che domani saranno in sciopero, la solidarietà dei colleghi dell’ANSA. (CdR ANSA)

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