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Donald Trump vara la stretta sui social accusati di essere un monopolio e di fare politica contro i conservatori. “Siamo qui per difendere la libertà di parola”, ha dichiarato il presidente americano, firmando l’ordine esecutivo che mira a togliere lo scudo penale alle piattaforme accusate di censura. “Un piccolo gruppo di potenti social media in monopolio controlla una vasta porzione di tutte le comunicazioni pubbliche e private negli Stati Uniti”, ha attaccato Trump, denunciando “un potere incontrollato nel censurare, ridimensionare, editare, delineare, nascondere, alterare virtualmente ogni forma di comunicazione tra privati cittadini o con audience ampie di pubblico”. “Non vi sono precedenti nella storia americana – ha proseguito – di un simile esiguo gruppo di società che controlla una sfera così ampia dell’interazione umana”.
Il decreto è scattato dopo lo scontro con Twitter che ha marcato due post del presidente come potenzialmente fuorvianti. “Non possiamo consentire che questo vada avanti – ha spiegato l’inquilino della Casa Bianca – e tutti penso siano d’accordo, compresi i democratici”.


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